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PER GLI AMANTI DEI CANALI INNEVATI (brevi cenni)
 

Nel mese di Maggio il Rifugio Bozano, aperto nei week-end su prenotazione, è la base ideale per la salita, con piccozza e ramponi, di quattro interessanti canali innevati.
 

(1) Canale N del Colletto della Madre di Dio. È il canale più semplice tra i canali qui di seguito proposti. Per esso si perviene al marcato intaglio della cresta (quota 2720 m), tra la Cima Maubert e la Madre di Dio. A volte ci si riferisce ad esso più semplicemente come canale della Madre di Dio, ma è errato, perché esso non conduce alle due cime della Madre di Dio.

Innevato fino a tarda stagione, si sale senza particolari difficoltà con piccozza e ramponi, tenendosi preferibilmente al centro (2 ore e 30 minuti dal Rifugio Bozano). Dal colletto si discende agilmente per neve sul versante opposto (Sud).



(2) Canale N del Colletto De Cessole. Più impegnativo del canale descritto sopra. Adduce al colletto di quota 2760 m, tra la Cima De Cessole e la Cima Maubert. Non viene salito di frequente, a causa della difficoltà di discesa: sul versante Sud i primi 30-40 metri sotto al colletto si scendono per rocce ripide ed instabili, per cui conviene forse scendere a ritroso lungo il versante Nord.

Dai piedi del canale nevoso, con piccozza e ramponi risalire il canale che si fa via via più ripido, senza però mai raggiungere un’inclinazione notevole (2 ore e 30 – 3 ore dal Rifugio Bozano).



(3) Canale N del Colletto Freshfield, o semplicemente Canale Freshfield. Più impegnativo del canale sopra menzionato. Esso conduce al Colletto Freshfield, 2820 m, intaglio che separa la Cima Purtscheller dalla Cima dei Camosci. Il ripido canale (40-45°), alto 300 m, si risale appoggiando prevalentemente sulla sponda sinistra (destra orografica). Nella parte superiore l’inclinazione aumenta notevolmente (45-50°), presentandosi spesso all’uscita una piccola cornice nevosa strapiombante. Superarla direttamente.

È consigliabile risalire lo scivolo di neve in condizioni di buon innevamento, prima che, con lo scioglimento, il canale si spezzi a metà ed emerga il fondo roccioso. Una volta raggiunta la sommità del canale, si hanno due alternative:

(3a) agile discesa su neve sul versante opposto (Sud);

(3b) si continua a salire lungo la Cresta Sigismondi (con passaggi di arrampicata con difficoltà fino al grado III+), per raggiungere la Cima Sud dell’Argentera (dalla cui vetta si ridiscende seguendo a ritroso la via normale estiva alla cima).



(4) Canale Ovest della Forcella dell’Argentera. Tra i canali proposti è sicuramente il canale più impegnativo. Esce in alto all’intaglio tra le cime Sud e Nord dell’Argentera, l’intaglio più elevato delle Alpi Marittime (3240 m). Paragonabile al Canale di Lourousa come dislivello (900 metri) e come grado di difficoltà, se non più impegnativo, si distingue da quest’ultimo per la maggior varietà del percorso sinuoso e inoltre perché nel Canale della Forcella il tratto più impennato è all’imbocco (50-55°).

Consigliabili condizioni di neve sicure (maggio-giugno) e bassa temperatura. Partire molto presto per evitare le scariche di pietre che si staccano al primo sole dai pressi delle due cime dell’Argentera.

Con lo sciogliersi della neve, la parte iniziale del canale tende a  scoprirsi, lasciando comparire un vero piccolo torrente d’acqua di fusione; in tal caso la salita diventa ancora più impegnativa, poiché si deve aggirare la rottura del canale sulle rocce di sinistra (destra orografica), senza itinerario obbligato, sbucando alla base del nevaio centrale.

Seguire il fondo del canale prima sulla sinistra (destra orografica); giunti all’altezza del primo gomito, traversare a destra (sinistra orografica). È bene raggiungere tale punto non più tardi delle 7, salvo eccezionali condizioni di bassa temperatura. I pericoli oggettivi cessano. Continuare sulla destra (sinistra orografica) fino all’uscita (ore 3-5 dal Rifugio Bozano).

Dalla Forcella dell’Argentera si supera a destra un breve risalto verticale di circa 3 metri (III), proseguendo poi facilmente sul filo di cresta fino alla Cima Sud.

Dalla croce della vetta si segue a ritroso la via normale estiva alla cima: ci si abbassa per alcune decine di metri lungo lo sperone Sud-Est, poi si scende a destra in un camino che più in basso si allarga a canale (attrezzato con chiodi e spezzoni di corda). Si raggiunge così l’evidente cengia che taglia tutto il versante Sud-Est. Si segue la cengia senza difficoltà fino ad una pancia strapiombante che la interrompe. L’esposto passaggio è attrezzato con una corda fissa. Superata la pancia, si continua sulla cengia, poi per una traccia segnalata, fino al Passo dei Detriti (3122 m).

Da qui si scende verso Sud-Est lungo il Canalone dei Detriti fino al Rifugio Remondino (2485 m). Si continua la discesa su sentiero fino al Pian della Casa, poi lungo la strada fino all’auto (4 ore e 30 – 5 ore e 30 dalla Cima Sud).


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